Beatrice Masserini Nessun commento

LE PRINCIPALI NOVITA’ FISCALI DELLA LEGGE DI BILANCIO 2019

Interventi sull’aliquota di riferimento IVA
(commi 3-4)

Tra i primi interventi che il Senato ha fatto sul testo della Legge di Bilancio 2019 ci sono due emendamenti che riguardano l’aliquota di riferimento dell’Iva. Il primo di questi interventi, in particolare, assoggetta all’aliquota IVA del 10%, anche i dispositivi medici a base di sostanze normalmente utilizzate per cure mediche, per la prevenzione delle malattie per trattamenti medici e veterinari, classificabili nella voce 3004 della nomenclatura combinata.

Il secondo intervento in materia Iva invece specifica, nel comma 4, che tra i prodotti della panetteria ordinaria, ai fini IVA, devono intendersi compresi, oltre ai cracker ed alle fette biscottate, anche quelli contenenti ingredienti e sostanze ammessi dal titolo III della Disciplina per la lavorazione e commercio dei cereali, degli sfarinati, del pane e delle paste alimentari (legge 4 luglio 1967, n. 580), con la sola inclusione degli zuccheri già previsti dalla stessa legge, ovvero:

  • destrosio e saccarosio,
  •  i grassi e gli oli alimentari industriali ammessi dalla legge,
  •  i cereali interi o in granella e i semi, i semi oleosi, le erbe aromatiche e le spezie di uso comune.

Non è possibile procedere a rimborsi per l’Iva già applicata in misura diversa, né emettere Note di variazione Iva.

Istituita Commissione di studio sulla fiscalità diretta ed indiretta delle imprese immobiliari
(comma 7-8)

In conseguenza della mancata messa in opera della revisione della normativa sulla fiscalità diretta ed indiretta delle imprese immobiliari, verrà istituita una commissione di studio, già prevista dal comma 36 dell’art.1 della L. 24 dicembre 2007, n°244; a tal fine sono state autorizzate spese pari a 17,7 milioni di euro per l’anno 2020 e di 10,1 milioni di euro a decorrere dall’anno 2021.

Nuovo regime forfettario
(commi 9 – 11)

Modificata in Senato, rispetto al disegno di Legge, solo la possibilità di accedere al regime forfettario in presenza di una partecipazione in Srl. Cerchiamo quindi di analizzare le principali novità rispetto al regime introdotto dalla Legge di Bilancio 2015 e l’ulteriore novità appena accennata.

E’ prevista un’unica soglia di ricavi per l’accesso al regime, potranno così usufruirne coloro che nell’anno precedente hanno conseguito ricavi o percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a 65.000 Euro. In base alla disposizione attuale, invece, le soglie di ricavi che occorre rispettare per poter accedere al regime variano in base al codice attività esercitato dal soggetto aderente (c.d. codice Ateco).
Qualora il contribuente svolga contemporaneamente più attività, contraddistinte da differenti codici ATECO, deve essere presa in considerazione la somma dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attività esercitate.
Vengono eliminate le altre condizioni per l’accesso al regime previste dalla previgente normativa quali:

    • aver sostenuto spese per lavoro dipendente;
    • costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, di beni mobili strumentali al 31.12 non superiore a 20 mila Euro.

Rispetto alla vecchia disciplina del regime forfettario, resta fermo il fatto che non possano accedere allo stesso gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a:

  • società di persone,
  • associazioni,
  • imprese familiari

di cui all’articolo 5 del Testo Unico sulle Imposte sui Redditi (22 dicembre 1986, n. 917).
Viene tuttavia introdotto un nuovo limite: modificando l’iniziale idea di escludere dal regime i possessori di partecipazioni in Srl tout court, è stato ora introdotto a riguardo il concetto di Controllo diretto o indiretto; è previsto infatti che non possano fruire del regime agevolato quei soggetti che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni.
Sostanzialmente quindi, il possesso di una quota pari al 10% del Capitale sociale di una Srl potrebbe non essere considerato un ostacolo per l’adesione al regime forfettario che partirà dal 2019.

Il nuovo dettato normativo collega tale limite ad un ulteriore requisito in quanto è necessario, per usufruire del regime forfettario, che la S.r.l. in cui si detiene la partecipazione non eserciti attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni. Pare quindi possibile che un rappresentante di prodotti per capelli possa usufruire del regime forfettario pur avendo una partecipazione del 10% in una S.r.l. che svolga la sua attività nel settore agroalimentare.
Altra importante modifica introdotta con finalità antielusive, rispetto all’originario regime forfettario, limita le persone fisiche:

    • la cui attività sia stata esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso (2018) rapporti di lavoro,
    • erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta,
    • ovvero svolgano l’attività nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro.

Restano invariati i coefficienti di redditività, da applicare all’ammontare dei ricavi e compensi conseguiti, al fine di determinare il reddito imponibile.
Per tutto quanto non sia stato espressamente modificato dalla Legge di Bilancio 2019, si farà riferimento, in quanto compatibili, alle disposizioni di cui ai commi da 56 a 75 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190.

Deducibilità IMU/IMI/IMIS pagata sugli immobili strumentali
(comma 12)

Aumentata dal 20% al 40% la deducibilità relativa agli immobili strumentali ai fini della determinazione del reddito di impresa e del reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni. Resta invece immutata l’indeducibilità della stessa imposta ai fini IRAP.

Flat tax lezioni private e ripetizioni
(commi 13 – 16)

Introdotta una flat tax del 15% sui compensi percepiti dai docenti titolari di cattedre, nelle scuole di ogni ordine e grado, per le lezioni private e le ripetizioni. Si tratta di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali in vigore dal 1° gennaio 2019, in alternativa al regime ordinario, che resta comunque utilizzabile in seguito all’esercizio dell’opzione.

I dipendenti pubblici che esercitano attività di insegnamento a titolo privato sono tenuti a comunicare l’impartizione di lezioni e ripetizioni alla propria amministrazione di appartenenza, per la verifica di eventuali incompatibilità.

L’imposta sostitutiva deve essere versata secondo le regole previste per l’Irpef.

Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, saranno stabilite le modalità per l’esercizio dell’opzione nonché del versamento dell’acconto e del saldo dell’imposta sostitutiva.

Imposta sostitutiva imprenditori individuali esercenti arti e professioni
(commi 17 – 22)

Imposta sostitutiva IRPEF – IRAP pari al 20% applicata al reddito determinato in modo analitico per le persone fisiche esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo che hanno conseguito ricavi o percepito compensi compresi tra 65.001 euro e 100.000 euro.

In particolare il comma 17 prevede che dal 1° gennaio 2020, le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni che nel periodo d’imposta precedente a quello per il quale è presentata la dichiarazione (nel 2020 bisognerà fare riferimento ai ricavi 2018) abbiano conseguito ricavi, ovvero abbiano percepito compensi compresi tra 65.001 e 100.000 euro ragguagliati ad anno, possano applicare al reddito d’impresa o lavoro autonomo, determinato nei modi ordinari, un’imposta al 20% sostitutiva:

  • dell’imposta sul reddito,
  • delle addizionali regionali e comunali,
  • dell’IRAP.

Tali ricavi non saranno assoggettati a ritenuta d’acconto e inoltre i contribuenti coinvolti:

    • non sono tenuti ad operare le ritenute alla fonte ma nelle dichiarazioni dei redditi devono indicare il codice fiscale del percettore dei redditi per i quali all’atto del pagamento degli stessi non è stata operata la ritenuta e l’ammontare dei redditi stessi,
    • sono esclusi dal campo di applicazione dell’IVA e dai relativi adempimenti (dopo aver ottenuto apposita deroga comunitaria),
    • sono comunque obbligati alla fatturazione elettronica.

Per espressa previsione normativa non possono applicare l’imposta sostitutiva:

  • le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini IVA o di regimi forfettari di determinazione dell’imposta del reddito;
  • i non residenti con alcune eccezioni;
  • i soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato di terreni edificabili o di mezzi di trasporto nuovi,
  • esercenti attività d’impresa, arti e professioni che partecipano contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone ed associazioni o imprese familiari ovvero che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni
  • soggetti che hanno percepito redditi di lavoro dipendente o assimilati e che esercitano attività d’impresa, arti e professioni prevalentemente nei confronti anche di uno dei datori dei 2 anni precedenti o in ogni caso nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili agli stessi. 

Disciplina riporto delle perdite soggetti Irpef
(commi 23 – 26)

La Legge di Bilancio 2019 riconosce ai soggetti IRPEF, a prescindere dal tipo di contabilità adottato, la possibilità di riporto in avanti illimitato delle perdite nell’ambito della determinazione del reddito d’impresa. Cerchiamo però attraverso una tabella di riassumere la disciplina previgente.

Speciale legge di bilancio 2019 – Tabella 1

Per quanto riguarda la disciplina delle perdite rilevate in contabilità semplificata, ricordiamo che, ai sensi delle norme vigenti, questa era applicabile ai soggetti IRPEF lavoratori autonomi (soggetti esercenti arti e professioni) e alle imprese minori (di cui all’art. 66 del Tuir).

Per prima cosa il comma 23 della L. 145 del 30/12/2018 elimina dall’articolo 8, comma 1 del Tuir, che disciplina il regime delle perdite a fini IRPEF, il riferimento alle imprese cd. minori, ossia le imprese in contabilità semplificata, di cui all’articolo 66 TUIR. Dunque, la disciplina della “compensazione orizzontale” delle perdite ivi contenuta opera per i soli soggetti IRPEF lavoratori autonomi (professionisti ed artisti)

Inoltre, con le modifiche al comma 1 dell’articolo 8 TUIR le imprese in contabilità semplificata (di cui all’articolo 66 del TUIR) possono scomputare le perdite esclusivamente dai redditi d’impresa, diversamente rispetto alla disciplina che rimane in vigore per i lavoratori autonomi.

Attraverso l’ulteriore intervento fatto dalla Legge di Bilancio sull’art. 8 comma 3 del Tuir si stabilisce che:

    • le imprese minori sono incluse nel novero dei soggetti che possono riportare le perdite negli esercizi successivi;
    • è contestualmente modificata la disciplina delle perdite per i soggetti IRPEF in contabilità ordinaria (imprenditori individuali, società in nome collettivo e in accomandita semplice), eliminando il limite quinquennale alla riportabilità delle perdite e introducendo invece un limite quantitativo: le perdite ottenute nell’esercizio d’impresa sono computate in diminuzione dei relativi redditi conseguiti nei periodi d’imposta e, per la differenza, nei successivi, nella misura dell’ottanta per cento dei redditi conseguiti in detti periodi d’imposta, per l’intero importo che trova capienza in essi.

Speciale legge di bilancio 2019 – Tabella 2

Le nuove disposizioni si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017.

In considerazione del volume di perdite creato dall’applicazione del regime di cassa e in particolare dalla gestione contabile delle rimanenze di magazzino, per attutire l’impatto notevole sul gettito è stato previsto, per i soggetti in contabilità semplificata, un regime transitorio di utilizzo delle perdite. In particolare:

  • le perdite del periodo d’imposta 2018 sono computate in diminuzione dei relativi redditi conseguiti nei periodi d’imposta 2019 e 2020 in misura non superiore, rispettivamente, al 40 per cento e al 60 per cento dei medesimi redditi e per l’intero importo che trova capienza in essi;
  • le perdite del periodo d’imposta 2019 sono computate in diminuzione dei relativi redditi conseguiti nel periodo d’imposta 2020 in misura non superiore al 60 per cento dei medesimi redditi e per l’intero importo che trova capienza in essi.

Per quanto riguarda invece le perdite maturate nel 2017 e non utilizzate in compensazione di altri redditi nello stesso periodo 2017 (secondo le regole dettate dal regime vigente fino al 2017), la possibilità di recupero è effettuata, per i primi tre anni, nei limiti di determinate percentuali applicate ai redditi maturati nei periodi d’imposta 2018, 2019 e 2020.

Le percentuali previste sono del 40% dei redditi maturati nel 2018 e 2019 e del 60% del reddito maturato nel 2020; sostanzialmente sono tutte percentuali inferiori alla misura ordinaria dell’80% che opererà solo a decorrere dai redditi maturati per il periodo d’imposta 2021.

Speciale legge di bilancio 2019 – Tabella 3

Quanto fino ad ora descritto viene infine esteso, dal comma 23 lett. d), anche alle società a ristretta base proprietaria.

Detrazione forfettaria spese per il mantenimento di cani guida
(comma 27)

L’art.27 stabilisce una detrazione forfettaria di euro 1.000 per il mantenimento di cani guida da parte di soggetti non vedenti. A tale detrazione è stato riconosciuto un limite di spesa pari a 510.000 euro per il 2020 e 290.000 euro per gli anni successivi.

Tassazione agevolata utili reinvestiti per l’acquisizione di beni materiali strumentali e per l’incremento dell’occupazione
(commi 28-34)

A decorrere dal periodo d’imposta 2019, il reddito complessivo netto dichiarato dalle società e dagli enti può essere assoggettato all’aliquota del 15% per la parte corrispondente agli utili del periodo d’imposta precedente, conseguiti nell’esercizio di attività commerciali, accantonati a riserve diverse da quelle non disponibili, nei limiti dell’importo corrispondente alla somma:

  • degli investimenti effettuati in beni strumentali materiali nuovi (di cui all’articolo 102 TUIR)
  • del costo del personale dipendente assunto con contratto a tempo determinato o indeterminato.

Ai fini del computo rilevano gli utili realizzati a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018 e accantonati a riserva, ad esclusione di quelli destinati a riserve non disponibili, al netto delle riduzioni del patrimonio netto con attribuzione a qualsiasi titolo ai soci o partecipanti.

Sono esclusi gli investimenti in immobili e in veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta.

Per quanto riguarda il costo del personale dipendente, questo rileva in ciascun periodo d’imposta, a condizione che:

  • tale personale sia destinato per la maggior parte del periodo d’imposta a strutture produttive localizzate nel territorio dello Stato
  • e che si verifichi l’incremento del numero complessivo medio dei lavoratori dipendenti impiegati nell’esercizio di attività commerciali rispetto al numero dei lavoratori dipendenti assunti al 30 settembre 2018, nel limite dell’incremento complessivo del costo del personale rispetto a quello del periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018.

Per i soggetti che assumono la qualifica di datore di lavoro a decorrere dal 1° ottobre 2018, ogni lavoratore dipendente assunto costituisce incremento della base occupazionale. I soci lavoratori di società cooperative sono equiparati ai lavoratori dipendenti.

Ai fini di cui sopra per ciascun periodo d’imposta, alternativamente:

  • la parte degli utili accantonati a riserva e dell’importo corrispondente alla somma degli investimenti in beni strumentali e del costo del personale che eccede l’ammontare del reddito complessivo netto dichiarato è computata in aumento, rispettivamente, degli utili accantonati a riserva e dell’importo corrispondente alla somma degli investimenti in beni strumentali e del costo del personale dell’esercizio successivo;
  • la parte degli utili accantonati a riserva che eccede l’importo corrispondente alla somma degli investimenti in beni strumentali e del costo del personale è computata in aumento degli utili accantonati a riserva dell’esercizio successivo;
  • la parte dell’importo corrispondente alla somma degli investimenti in beni strumentali e del costo del personale che eccede gli utili accantonati a riserva è computata in aumento dell’importo corrispondente alla somma degli investimenti in beni strumentali e del costo del personale dell’esercizio successivo.

In caso di opzione per la trasparenza fiscale l’importo su cui spetta l’applicazione dell’aliquota ridotta, determinato dalla società partecipata, è attribuito a ciascun socio in misura proporzionale alla sua quota di partecipazione agli utili.

La quota attribuita non utilizzata dal socio è computata in aumento dell’importo su cui spetta l’aliquota ridotta dell’esercizio successivo.

Le disposizioni del presente articolo sono applicabili, anche ai fini dell’IRPEF, al reddito d’impresa dichiarato dagli imprenditori individuali e dalle società in nome collettivo e in accomandita semplice in regime di contabilità ordinaria; se i predetti soggetti operano in regime di contabilità semplificata, le disposizioni stesse si applicano a condizione che le scritture contabili siano integrate con apposito prospetto da cui risultino la destinazione a riserva dell’utile di esercizio e le vicende della riserva. L’imposta sul reddito delle persone fisiche è determinata applicando alla quota parte del reddito complessivo, attribuibile al reddito d’impresa, le aliquote ridotte di nove punti percentuali a partire da quella più elevata.

Imposta sui servizi digitali
(commi 35-49)

Sono soggetti passivi dell’imposta sui servizi digitali i soggetti esercenti attività d’impresa che, singolarmente o a livello di gruppo, nel corso di un anno solare, realizzano congiuntamente:

  • un ammontare complessivo di ricavi ovunque realizzati non inferiore a euro 750.000.000;
  • un ammontare di ricavi derivanti da servizi digitali realizzati nel territorio dello Stato non inferiore a euro 5.500.000.

Per quanto riguarda i servizi digitali la disciplina prevede si faccia riferimento ai ricavi derivanti dalla fornitura dei seguenti servizi:

  • veicolazione su un’interfaccia digitale di pubblicità mirata agli utenti della medesima interfaccia;
  • messa a disposizione di un’interfaccia digitale multilaterale che consente agli utenti di essere in contatto e di interagire tra loro, anche al fine di facilitare la fornitura diretta di beni o servizi;
  • trasmissione di dati raccolti da utenti e generati dall’utilizzo di un’interfaccia digitale.

L’imposta dovuta si ottiene applicando l’aliquota del 3 per cento all’ammontare dei ricavi tassabili realizzati dal soggetto passivo in ciascun trimestre.

L’introduzione di tale imposta ha determinato anche l’abrogazione dell’imposta sulle transazioni digitali che era stata istituita dai commi 1011-1019 dell’art. 1 L.205/2017 e mai venuta alla luce; tale imposta, infatti, avrebbe dovuto essere disciplinata da un apposito decreto entro il 30 aprile 2018 ed entrare in vigore dal 1° gennaio 2019.

Abrogata l’agevolazione in tema di riduzione dell’imposta per le persone giuridiche per particolari tipologie di enti
(commi 51-52)

Abrogata la riduzione al 50% dell’imposta sul reddito delle persone giuridiche disciplinata dall’art. 6 del D.P.R. 601 del 29 settembre 1973 per:

  • enti e istituti di assistenza sociale, società di mutuo soccorso, enti ospedalieri, enti di assistenza e beneficenza;
  • istituti di istruzione e istituti di studio e sperimentazione di interesse generale che non hanno fine di lucro, corpi scientifici, accademie, fondazioni e associazioni storiche, letterarie, scientifiche, di esperienze e ricerche aventi scopi esclusivamente culturali;
  • enti il cui fine è equiparato per legge ai fini di beneficenza o di istruzione.
  • istituti autonomi per le case popolari e loro consorzi nonché enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione dell’Unione europea in materia di “in house providing” e che siano costituiti e operanti alla data del 31 dicembre 2013.

Disposizioni di semplificazione in tema di fatturazione elettronica per gli operatori sanitari
(comma 53)

Per il periodo d’imposta 2019, i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria, ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata, possono non emettere fatture elettroniche con riferimento alle fatture i cui dati sono da inviare al Sistema tessera sanitaria.

Credito d’imposta ammodernamento registratori di cassa
(comma 55)

Con il D.L.119/2018 è stato previsto un piccolo contributo da attribuire a quei soggetti che si adopereranno nel 2019 e 2020 per far si che i propri registratori di cassa siano idonei a poter memorizzare e trasmettere i corrispettivi all’Amministrazione finanziaria.

Il contributo previsto, sotto forma di credito d’imposta, è pari al 50% della spesa sostenuta per l’acquisto di uno strumento nuovo, con un tetto massimo di 250 euro; in caso di modifica ad uno strumento già nella disponibilità del contribuente, il contributo massimo riconosciuto è pari a 50 euro per ogni strumento.

Speciale legge di bilancio 2019 – Tabella 4

La disciplina appena menzionata aveva inoltre previsto, che Il contributo fosse anticipato dal fornitore sotto forma di sconto sul prezzo praticato ed a questo rimborsato sotto forma di credito d’imposta di pari importo. L’intervento posto in essere dalla Legge di Bilancio 2019 prevede invece che il credito d’imposta venga riconosciuto direttamente al contribuente che dovrà sostenere la spesa per l’adeguamento dei registratori di cassa.

L’utilizzo del credito è consentito a decorrere dalla prima liquidazione periodica dell’imposta sul valore aggiunto successiva al mese in cui è stata registrata la fattura relativa all’acquisto o all’adattamento degli strumenti già in uso. Entro fine gennaio dovranno essere definite meglio le modalità attuative.

È necessario inoltre che il pagamento della fattura avvenga con modalità tracciate.

Obbligo di fatturazione elettronica per i contratti di sponsorizzazione e pubblicità in capo alle associazioni sportive dilettantistiche
(comma 56)

L’articolo 10 del D.L.119/2018, recentemente convertito in legge, include fra i soggetti esonerati dall’ emissione della fattura elettronica le associazioni sportive dilettantistiche che applicano il regime forfettario opzionale di cui agli articoli 1 e 2 della legge 16 dicembre 1991, n. 398.

Per tali soggetti tuttavia, nell’ambito di contratti di sponsorizzazione e pubblicità, le fatture elettroniche dovevano essere emesse, per loro conto, dai cessionari.

Il comma 56 della Legge di Bilancio 2019 interviene invece abrogando la disposizione in commento e fa venire meno l’obbligo di fatturazione elettronica per i contratti di sponsorizzazione e pubblicità in capo alle associazioni sportive dilettantistiche.

Cedolare secca per negozi e botteghe
(comma 59)

Confermata rispetto alle intenzioni espresse nel disegno di legge la possibilità di assoggettare a 

cedolare secca al 21% il canone di locazione, relativo ai contratti stipulati nell’anno 2019, aventi ad oggetto unità immobiliari classificate nella categoria catastale C/1. I negozi e le botteghe in questione, per usufruire della cedolare secca devono avere una superficie fino a 600 metri quadrati, (escluse le pertinenze e le relative pertinenze locate congiuntamente).

Tale regime non è applicabile ai contratti stipulati nell’anno 2019, qualora alla data del 15 ottobre 2018 risulti in corso un contratto non scaduto,

  • tra i medesimi soggetti
  • per lo stesso immobile e
  • interrotto anticipatamente rispetto alla scadenza naturale.

Proroga Iperammortamento
(commi 60 – 65)

Al fine di favorire processi di trasformazione tecnologica e digitale secondo il modello «Industria 4.0» è stata prorogata l’agevolazione dell’iperammortamento, ma con alcune modifiche rispetto alla normativa attuale.

Si ricorda che l’iperammortamento, previsto per le sole imprese (escluse quelle che determinano il reddito in misura forfettaria), prevedeva la maggiorazione del 150% del costo di acquisizione di beni strumentali nuovi finalizzati a favorire processi di trasformazione tecnologica/digitale, specificatamente rientranti nell’allegato A della Legge di Bilancio 2017.

In base a quanto disciplinato nella Legge di Bilancio 2019 l’iperammortamento potrà essere applicato anche per gli investimenti effettuati entro:

  • il 31 dicembre 2019;
  • il 31 dicembre 2020 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2019 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

La maggiorazione del costo di acquisizione degli investimenti si applicherà, però, con le diverse misure che riassumiamo nella seguente tabella.

Speciale legge di bilancio 2019 – Tabella 5

La maggiorazione non si applicherà agli investimenti che beneficiano della precedente versione dell’iperammortamento (art. 1 comma 30 L. 205/2017).

Per i soggetti che si avvalgono dell’iperammortamento e che abbiano effettuato anche investimenti in beni immateriali strumentali, rientranti nella categoria di particolari software (allegato B della legge 232/2016), è prevista la proroga del super ammortamento; su questi beni sarà quindi possibile, anche per il 2019, fruire dell’agevolazione nella misura del 40%. Anche in questo caso, la misura trova applicazione per gli investimenti consegnati entro il 31 dicembre 2020, a condizione che i suddetti investimenti si riferiscano a ordini accettati dal fornitore entro la data del 31 dicembre 2019 e che entro la medesima data sia avvenuto il pagamento di acconti in misura pari ad almeno il 20%.

Estromissione agevolata immobili strumentali
(comma 66)

La Legge di Bilancio 2019 ripropone la possibilità, per l’imprenditore individuale, di estromettere dal patrimonio dell’impresa, con effetto dal 01/01/2019, l’immobile strumentale (per destinazione o natura) posseduto alla data del 31/10/2018.

Viene richiamata la L. 28/12/2015 n. 208 art.1 c.121, praticamente senza nessuna innovazione se non quella relativa ai termini dei versamenti e all’effetto della estromissione.

L’opzione va esercitata entro il 31/05/2019 ed il perfezionamento dell’operazione avviene mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef/Irap nella misura dell’8%.

Per l’esercizio dell’opzione rileva il “comportamento concludente” che consiste nella semplice annotazione contabile:

  • nel libro giornale (per le imprese in contabilità ordinaria),
  • nel registro dei beni ammortizzabili (per le imprese in contabilità semplificata).

Si ritiene possano applicarsi le regole di prassi delle precedenti estromissioni che brevemente si richiamano:

  • per determinare le plusvalenze derivanti dall’estromissione (valore normale – costo fiscalmente riconosciuto) è possibile utilizzare, in luogo del valore normale degli immobili, il loro valore catastale;
  • l’agevolazione non viene meno se il valore normale (o catastale) è inferiore al costo fiscale, non essendovi, quindi, necessità di assolvere l’imposta sostitutiva;
  • l’IVA, se dovuta, va assolta nei modi (e termini) “ordinari”, anche se nella maggior parte dei casi il regime naturale è l’esenzione;
  • non sono dovute le imposte di registro, ipotecarie e catastale;
  • l’imposta sostitutiva va assolta per il 60% entro il 30/11/2019, e per il restante 40% non oltre il 16/06/2020.

Proroga delle detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica, ristrutturazione edilizia e per l’acquisto di mobili
(comma 67)

Disposta la proroga, per l’anno 2019, delle detrazioni spettanti per:

  • le spese sostenute per gli interventi di efficienza energetica
  • ristrutturazione edilizia
  • l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici

Il bonus ristrutturazioni (art. 16 comma 1 D.L. 63/2013) viene confermato per tutto il 2019 con la detrazione al 50% su un importo massimo di 96.000 Euro, da suddividere in dieci quote annuali.

La detrazione per gli interventi di risparmio energetico (art. 14 commi 1, 2 e 2-bis del D.L. 63/2013) continuerà per tutto il 2019, con lo sconto base del 65% per la “generalità” degli interventi di riqualificazione energetica; prevista anche la proroga della detrazione al 50% per le altre tipologie di interventi di risparmio energetico che, allo stato attuale, dopo le modifiche apportate dalla Legge di bilancio 2018, riguardano:

  • acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi,
  • acquisto e posa in opera di schermature solari,
  • acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili,
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto ex Regolamento UE n.811/2013.

Le rate sono da suddividere sempre nell’arco di dieci anni.

Prevista la proroga di un anno anche per il bonus mobili legato agli interventi di ristrutturazione (art. 16 comma 2 D.L. 63/2013), per il quale è prevista la detrazione al 50% su un ammontare massimo di spesa pari a € 10.000, computata indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di recupero del patrimonio edilizio.

Per poter fruire della detrazione, relativamente alle spese sostenute nel 2019, è necessario che i lavori di recupero edilizio siano iniziati a decorrere dall’1.1.2018.

Si ricorda che il bonus è previsto a favore dei soggetti che sostengono spese per l’acquisto di mobili / grandi elettrodomestici rientranti nella categoria A+ (A per i forni) finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio, per il quale si fruisce della relativa detrazione.

Speciale legge di bilancio 2019 – Tabella 6

Proroga detrazioni sistemazione a verde
(comma 68)

La Legge di Bilancio 2019 proroga di un anno il bonus verde al 36% (art. 1 comma 12 L. 205/2017) legato agli interventi di cura, ristrutturazione e irrigazione del verde privato.

Si tratta di una detrazione prevista per le spese sostenute dai contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi relativi alla:

  • “sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;
  • realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

La detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali, con un tetto massimo di spesa di 5.000 euro per unità immobiliare ad uso abitativo.

Si ricorda che l’agevolazione spetta anche per le spese sostenute per interventi effettuati sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali, di cui agli articoli 1117 e 1117-bis del codice civile, fino a un importo massimo complessivo di 5.000 euro per unità immobiliare ad uso abitativo.

Modifica alla disciplina del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo
(commi 70 – 72)

I commi in esame modificano la disciplina del credito d’imposta per spese di ricerca e sviluppo introdotta dal D.L. 145/2013 e già modificata dalla Legge di Bilancio 2017 e per ultimo dal cd. decreto dignità (D.L. 87/2018).

Adesso la Legge di Bilancio 2019 interviene sulla misura del credito d’imposta per ricerca e sviluppo, che viene in linea generale abbassata dal 50 al 25 per cento dell’eccedenza agevolabile.

Resta ferma la misura del 50 per cento solo con riferimento a specifiche spese (di cui al comma 6-bis), nel caso di attività di ricerca e sviluppo organizzate internamente all’impresa, e cioè: per le 

spese del personale titolare di un rapporto di lavoro subordinato direttamente impiegato in tali attività di ricerca e, nel caso di attività di ricerca e sviluppo commissionate a terzi, solo per i contratti stipulati con Università, enti e organismi di ricerca, nonché con startup e PMI innovative indipendenti.

Viene abbassato da 20 a 10 milioni di euro l’importo massimo annuo concedibile a ciascuna impresa a titolo di credito d’imposta per ricerca e sviluppo.

Inoltre, la nuova disciplina interviene anche su:

  • l’inclusione tra le spese ammissibili del costo dei materiali necessari per lo svolgimento delle attività di laboratorio o per la realizzazione dei prototipi o degli impianti pilota di ricerca e sviluppo sperimentale,
  • obbligo della certificazione contabile delle spese subordinando, già a partire dal periodo d’imposta 2018, l’utilizzo in compensazione del credito maturato all’avvenuta certificazione delle spese rilevanti agli effetti del meccanismo di calcolo del beneficio.
  • obbligo di predisporre una relazione tecnica illustrativa dei progetti di ricerca e sviluppo intrapresi, del loro avanzamento e di tutte le altre informazioni rilevanti per l’individuazione dei lavori ammissibili al credito d’imposta.

Tutte queste modifiche comportano l’introduzione di un nuovo criterio di calcolo del beneficio spettante. Il criterio non interferisce con la formazione del parametro storico (media del triennio 2012-2014), ma a partire dal periodo d’imposta 2019, tenuto conto dell’inclusione tra le voci rilevanti anche alle spese per i materiali, il parametro storico andrà conseguentemente ricalcolato aggiungendo i costi della specie sostenuti nel triennio 2012-2014.

Credito di imposta per le imprese che acquistano prodotti riciclati o imballaggi compostabili o riciclati
(commi 73-77)

I commi da 73 a 77, riconoscono un credito d’imposta, per gli anni 2019 e 2020, nella misura del 36% delle spese sostenute dalle imprese per l’acquisto di:

  • prodotti realizzati con materiali provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica
  • imballaggi biodegradabili e compostabili secondo la normativa UNI EN 13432:2002
  • derivati dalla raccolta differenziata della carta e dell’alluminio.

Il credito d’imposta in oggetto è riconosciuto fino a un importo massimo annuale di euro 20.000 per ciascun beneficiario, nel limite massimo complessivo di un milione di euro annui per gli anni 2020 e 2021.

Le modalità di applicazione del credito d’imposta, saranno disciplinate da un apposito decreto ministeriale, che dovrà definire, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, anche i requisiti tecnici e le certificazioni idonee ad attestare la natura ecosostenibile dei prodotti e degli imballaggi ai fini della fruizione dell’agevolazione.

Credito d’imposta formazione 4.0
(commi 78-81)

Prorogato per l’anno 2019 il credito d’imposta relativo alle spese di formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0.

L’agevolazione in esame veniva riconosciuta, nel 2018, nella misura del 40% delle spese ammissibili sostenute nel periodo d’imposta e nel limite massimo di € 300.000 per ciascun beneficiario.

La legge di Bilancio 2019, invece, ha lasciato invariato il limite massimo di 300.000 euro ma ha 

modificato la percentuale dell’agevolazione a seconda della grandezza dell’impresa che ne usufruisce. La nuova disciplina prevede infatti che il credito venga riconosciuto nella misura:

  • del 50% per le piccole imprese
  • del 40% per le medie imprese.

Nel caso in cui invece si tratti di grandi imprese, secondo i requisiti indicati dall’allegato I al regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, il credito d’imposta è attribuito nel limite massimo annuale di 200.000 euro e nella misura del 30 per cento.

Speciale legge di bilancio 2019 – Tabella 7

Canone Rai
(commi 89 – 90)

Prorogata la misura del Canone RAI pari a 90 Euro (art. 1 comma 40 L. 232/2016). Prima dell’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2019 la misura era stabilita solo per gli anni 2017 e 2018, mentre con i commi in esame viene estesa anche per gli anni successivi al 2018.

Prorogata altresì l’esenzione per i soggetti di età pari o superiore a 75 anni con un reddito fino a 8.000 Euro anche per le annualità successive al 2018 (art. 1 comma 160 L. 208/2015).

Credito d’imposta erogazioni liberali per interventi su edifici e terreni pubblici
(commi 156-161)

Istituito un credito d’imposta pari al 65% delle erogazioni liberali per interventi su edifici e terreni pubblici di bonifica ambientale, comprendendo:

  • la rimozione dell’amianto dagli edifici,
  • la prevenzione ed il risanamento del dissesto idrogeologico,
  • la realizzazione o la ristrutturazione di parchi e aree verdi attrezzate e
  • il recupero di aree dismesse di proprietà pubblica.

 Il credito d’imposta è riconosciuto alle persone fisiche e agli enti non commerciali nei limiti del 20 per cento del reddito imponibile, nonché ai soggetti titolari di reddito d’impresa nei limiti del 10 per mille dei ricavi annui.

I progetti al finanziamento dei quali verranno destinate le erogazioni liberali, devono essere presentati dagli enti proprietari; tuttavia, Il credito d’imposta è riconosciuto anche qualora le erogazioni liberali siano destinate ai soggetti concessionari o affidatari dei beni oggetto degli interventi.

Il credito d’imposta è riconosciuto in tre quote annuali di pari importo e spetterà ad un decreto attuativo l’onere di stabilirne le modalità e regolamentarne la disciplina, entro novanta giorni a partire dall’entrata in vigore della Legge in esame.

Definizione agevolata debiti tributari contribuenti in difficoltà
(commi 185-199)

Introdotta la possibilità di definire con modalità agevolate i debiti delle persone fisiche che versino in una grave e comprovata situazione di difficoltà economica, diversi da quelli annullati automaticamente (saldo e stralcio debiti inferiori ai 1.000 euro) ai sensi del D.L. n. 119 del 2018. I debiti in questione devono derivare dall’omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dalle attività di accertamento a fini IRPEF e IVA.

La definizione può avvenire mediante il pagamento:

  • del capitale,
  • degli interessi
  • e delle somme spettanti all’agente della riscossione.

Per quanto riguarda gli interessi, dovranno essere versati in misura differente a seconda della condizione economica del debitore.

Le nuove disposizioni consentono di definire anche i carichi derivanti dall’omesso versamento dei contributi dovuti dagli iscritti alle casse previdenziali professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi dell’INPS, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento. In questo caso la definizione avverrà versando una somma determinata con modalità analoghe a quelle previste per i tributi agevolabili.

Secondo il comma 186, sussiste una grave e comprovata situazione di difficoltà economica qualora l’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) del nucleo familiare, non sia superiore ad euro 20.000.

In particolare, per i soggetti in grave difficoltà economica comprovata mediante ISEE, i debiti tributari e contributivi possono essere estinti senza corrispondere:

  • le sanzioni comprese in tali carichi;
  • gli interessi di mora
  • le sanzioni e le somme aggiuntive dovute sui crediti previdenziali.

I soggetti interessati versano:

  • le somme affidate all’agente della riscossione a titolo di capitale e interessi, in misura pari:
    • al 16 per cento, qualora l’ISEE del nucleo familiare risulti non superiore a euro 8.500;
    • al 20 per cento, qualora l’ISEE del nucleo familiare risulti superiore a euro 8.500 e non superiore a euro 12.500;
    • al 35 per cento, qualora l’ISEE del nucleo familiare risulti superiore a euro 12.500;
  • le somme maturate a favore dell’agente della riscossione a titolo di aggio e di rimborso delle spese per le procedure esecutive e di notifica della cartella di pagamento.

Versano comunque in una grave e comprovata situazione di difficoltà economica i soggetti per cui è stata aperta, alla data di presentazione della dichiarazione con cui si richiede l’accesso alla definizione agevolata, una procedura di liquidazione dei beni per sovraindebitamento (articolo 14-ter della legge 27 gennaio 2012, n.3).

Tali soggetti estinguono i predetti debiti versando le somme affidate all’agente della riscossione a titolo di capitale e interessi, in misura pari al 10 per cento, nonché le somme maturate in favore dell’agente della riscossione a titolo di aggio e rimborso.

 Per quanto riguarda gli aspetti pratici invece:

  • sarà necessario inviare l’apposita dichiarazione entro il 30 Aprile 2019
  • le somme dovute possono essere versate:
    • in unica soluzione entro il 30 novembre 2019,
    • in rate così suddivise:

Speciale legge di bilancio 2019 – Tabella 8

Voucher Manager
(commi 228, 230-231)

La Legge di Bilancio attribuisce alle PMI un contributo a fondo perduto, erogato sotto forma di Voucher, per l’acquisizione di consulenze specialistiche finalizzate a sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale attraverso le tecnologie abilitanti previste dal Piano Impresa 4.0.

Il contributo è riconosciuto per i periodi d’imposta 2019 e 2020 e l’entità del voucher è strettamente correlata alle dimensioni aziendali:

  • Per le micro e le piccole imprese, come definite dalla raccomandazione 2003/361/CE, il contributo sarà rilasciato in misura pari al 50 per cento dei costi sostenuti ed entro il limite massimo di 40.000 euro.
  • Alle medie imprese, il voucher è riconosciuto in relazione a ciascun periodo d’imposta in misura pari al 30 per cento dei costi sostenuti ed entro il limite massimo di 25.000 euro.
  • In caso di adesione ad un contratto di rete, avente nel programma comune lo sviluppo di processi innovativi in materia di trasformazione tecnologica e digitale attraverso le tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale impresa 4.0 e di organizzazione, pianificazione e gestione delle attività, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali, il contributo è riconosciuto alla rete in misura pari al 50 per cento dei costi sostenuti ed entro il limite massimo complessivo di 80.000 euro.

I contributi in esame sono subordinati alla sottoscrizione di un contratto di servizio di consulenza tra le imprese o le reti beneficiarie e le società di consulenza o i manager qualificati iscritti in un elenco che sarà istituito, con apposito decreto del Ministro dello sviluppo economico, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Limite trasferimento di denaro contante
(comma 245)

Introdotto il limite di 15.000 euro sui trasferimenti, in denaro contante, per acquisto di beni e prestazioni di servizi legate al turismo.

Le nuove disposizioni prevedono che, a condizione che il cedente o il prestatore rispetti una serie di adempimenti, possano essere fatti acquisti in denaro contante da soggetti non residenti nel territorio dello Stato e privi di cittadinanza italiana, fino ad un importo limite di 15.000 euro.

L’acquisto di beni o delle prestazioni di servizi deve essere legato al turismo, inoltre il cedente/prestatore deve:

  • all’atto dell’effettuazione dell’operazione, acquisire la fotocopia del passaporto del cessionario o del committente ed un’apposita autocertificazione di quest’ultimo attestante che non è cittadino italiano e che ha la residenza fuori dal territorio dello Stato;
  • nel primo giorno feriale successivo a quello di effettuazione dell’operazione, versare il denaro contante incassato in un conto corrente intestato al cedente o al prestatore presso un operatore finanziario, consegnando a quest’ultimo copia della ricevuta della comunicazione preventivamente inviata all’Agenzia delle Entrate con la quale si comunica di voler aderire a tale disciplina.

Imposta sostitutiva pensioni estere
(commi 273-274)

Ferma restando la possibilità di aderire alla disciplina di favore prevista dall’art.24 bis del Tuir per i soggetti che trasferiscono la propria residenza in Italia, le persone fisiche, titolari di redditi da pensione, erogati da soggetti esteri, che trasferiscono la propria residenza in uno dei comuni appartenenti al territorio delle regioni Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia, con popolazione non superiore a 20.000 abitanti, possono optare per l’assoggettamento dei redditi di qualunque categoria, percepiti da fonte estera o prodotti all’estero, ad un’imposta sostitutiva, calcolata in via forfettaria, con aliquota del 7 per cento per ciascuno dei periodi di imposta di validità dell’opzione.

L’opzione è esercitabile da persone fisiche che non siano state fiscalmente residenti in Italia nei cinque periodi d’imposta precedenti a quello in cui l’opzione diviene efficace.

Possono esercitare l’opzione le persone fisiche che trasferiscono la residenza da Paesi con i quali sono in vigore accordi di cooperazione amministrativa.

L’opzione in esame è esercitata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui viene trasferita la residenza in Italia ed è efficace a decorrere da tale periodo d’imposta e per i cinque periodi d’imposta successivi.

L’opzione è revocabile anche dal contribuente e in tal caso sono fatti salvi gli effetti prodotti nei periodi d’imposta precedenti.

Gli effetti dell’opzione cessano altresì:

  • laddove sia accertata l’insussistenza dei requisiti previsti o il venir meno degli stessi
  • e in ogni caso di omesso o parziale versamento dell’imposta sostitutiva

La revoca o la decadenza dal regime precludono l’esercizio di una nuova opzione.

Disposizioni in materia di sport
(Commi 621-628)

La Legge di Bilancio 2019 contiene molte norme in merito allo sport.  Una delle norme prevede la proroga del cd. sport bonus, stabilendo che per le erogazioni liberali in denaro effettuate da privati nel corso dell’anno solare 2019 per interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici e per la realizzazione di nuove strutture sportive pubbliche spetta un credito d’imposta in misura pari al 65% delle erogazioni effettuate, anche nel caso in cui le stesse siano destinate ai soggetti concessionari o affidatari degli impianti medesimi.

Il credito d’imposta è ripartito in tre quote annuali di pari importo ed è riconosciuto

  • alle persone fisiche e agli enti non commerciali nel limite del 20 % del reddito imponibile
  • ai soggetti titolari di reddito d’impresa nel limite del 10 per mille dei ricavi annui. In tal caso, ferma restando la ripartizione in tre quote annuali di pari importo, il credito d’imposta è utilizzabile tramite compensazione, e non rileva ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive.

I soggetti che effettuano erogazioni liberali non possono cumulare il credito d’imposta con altra agevolazione fiscale prevista da altre disposizioni di legge a fronte delle medesime erogazioni.

Imposta prodotti non legnosi
(Commi 692-699)

I commi 692-699 della Legge di Bilancio 2019 contengono norme in merito allo svolgimento in via occasionale delle attività di raccolta di prodotti selvatici. In particolare:

  • viene istituita un’imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e relative addizionali da applicare ai redditi derivati dallo svolgimento, in via occasionale, delle attività di raccolta di prodotti selvatici non legnosi e dalla raccolta di piante officinali spontanee.
  • Viene fissato a 100 euro l’importo della predetta imposta sostitutiva, da versare entro il 16 febbraio dell’anno di riferimento. Sono esclusi dal versamento dell’imposta coloro i quali effettuano la raccolta esclusivamente per autoconsumo.
  • Viene stabilita la soglia dei corrispettivi percepiti dalla vendita del prodotto, pari a 7.000 euro, entro la quale l’attività di raccolta di prodotti selvatici non legnosi si intende svolta in via occasionale.
  • Viene disposto che ai soggetti che hanno versato l’imposta sostitutiva non si applica la ritenuta prevista per i tartufi, con riferimento all’anno in cui la cessione del prodotto è stata effettuata.
  • Viene estesa alla cessione di tutti i prodotti selvatici non legnosi di cui alla classe ATECO 02.30, nonché alle piante officinali spontanee, le disposizioni previste per la cessione del tartufo.
  • Viene stabilito che per le operazioni di acquisto prodotto effettuate senza l’applicazione della ritenuta, il soggetto acquirente emette un documento d’acquisto dal quale risultino taluni dati relativi al cedente e al prodotto ceduto.

Si riepiloga l’imposta sostituiva:

Speciale legge di bilancio 2019 – Tabella 9

Vendita al dettaglio prodotti agricoli
(Comma 700)

Il comma 700 prevede che gli imprenditori agricoli possano effettuare la vendita diretta non solo dei propri prodotti, ma anche di quelli acquistati direttamente da altri imprenditori agricoli. Il fatturato derivante dalla vendita dei prodotti provenienti dalle rispettive aziende deve essere prevalente rispetto al fatturato proveniente dal totale dei prodotti acquistati da altri imprenditori agricoli.

Agevolazioni per la vendita al dettaglio di giornali e periodici
(comma 806-809)

I commi 806-809 contengono agevolazioni per la vendita al dettaglio di giornali e periodici disciplinando il credito d’imposta per le edicole. Le norme sono di seguito riepilogate:

Speciale legge di bilancio 2019 – Tabella 10

Agevolazioni per la vendita al dettaglio di giornali e periodici
(commi 806-809)

I commi 806-809 contengono agevolazioni per la vendita al dettaglio di giornali e periodici. Il “pacchetto” è stato aggiunto con il maxiemendamento presentato al Senato

In particolare, le norme prevedono che per gli anni 2019 e 2020, agli esercenti attività commerciali che operano esclusivamente nel settore della vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici è riconosciuto un credito d’imposta parametrato agli importi pagati a titolo di

  • IMU, TASI, Cosap e TARI con riferimento ai locali dove si svolge la medesima attività di vendita di giornali, riviste e periodici al dettaglio,
  • eventuali spese di locazione o ad altre spese individuate con decreto anche in relazione all’assenza di punti vendita della stampa nel territorio comunale.

Il credito d’imposta, utilizzabile esclusivamente in compensazione, è stabilito nella misura massima di 2.000 euro.

L’agevolazione si estende anche agli esercenti attività commerciali non esclusivi,  a condizione che la predetta attività commerciale rappresenti l’unico punto vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici nel comune di riferimento.

Contributi editoria
(comma 810)

Il comma 810 dell’articolo unico della Legge di Bilancio 2019 contiene delle riduzioni ai contributi previsti per l’editoria. Nelle more di una revisione organica della normativa di settore, che tenga conto anche delle nuove modalità di fruizione dell’informazione da parte dei cittadini, i contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici sono progressivamente ridotti fino alla loro abolizione.

Rivalutazione beni d’impresa e partecipazioni
(Commi 940-950)

Torna la rivalutazione dei beni di impresa e delle partecipazioni (con esclusione degli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività di impresa). I soggetti coinvolti sono quelli indicati nell’articolo 73, comma 1, lettere a) e b) del TUIR che non adottano i principi contabili internazionali.

La rivalutazione è facoltativa e può essere eseguita anche solo su alcuni beni, ma in tal caso si ha l’obbligo di estenderne l’applicazione a tutti quelli che appartengono alla medesima categoria omogenea. La rivalutazione deve essere annotata nel relativo inventario e nella nota integrativa.

Sui maggior valori attribuiti occorre versare un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive e di eventuali addizionali nella misura:

  • del 16% per i beni ammortizzabili
  • del 12% per i beni non ammortizzabili.

Il maggior valore attribuito ai beni in sede di rivalutazione si considera riconosciuto ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive a decorrere dal terzo esercizio successivo a quello con riferimento al quale la rivalutazione è stata eseguita. Limitatamente ai beni immobili, i maggiori valori iscritti in si considerano riconosciuti con effetto dal periodo d’imposta in corso alla data del 1° dicembre 2020.

Il saldo attivo della rivalutazione può essere accantonato in una riserva in sospensione di imposta o affrancato in tutto o in parte, con l’applicazione in capo alla società di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, dell’imposta regionale sulle attività produttive e di eventuali addizionali nella misura del 10%.

Le imposte sostitutive sono versate in un’unica rata entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo d’imposta con riferimento al quale la rivalutazione è eseguita. E’ ammessa la compensazione.

Nel caso di cessione a titolo oneroso, di assegnazione ai soci o di destinazione a finalità estranee l’esercizio dell’impresa ovvero al consumo personale o familiare dell’imprenditore dei beni rivalutati in data anteriore a quella di inizio del quarto esercizio successivo a quello nel cui bilancio la rivalutazione è stata eseguita, ai fini della determinazione delle plusvalenze o minusvalenze si ha riguardo al costo del bene prima della rivalutazione.

Incentivi per impianti di biogas realizzati da imprenditori agricoli
(comma 953)

Fino alla data di pubblicazione del decreto di incentivazione riferito all’anno 2019 e successive annualità, gli impianti di produzione di energia elettrica alimentati a biogas,

  • con potenza elettrica non superiore a 300 kW
  • facenti parte del ciclo produttivo di una impresa agricola, di allevamento,
  • realizzati da imprenditori agricoli anche in forma consortile
  • la cui alimentazione deriva per almeno l’80% da reflui e materie derivanti dalle aziende agricole realizzatrici e per il restante 20% da loro colture di secondo raccolto

continuano ad accedere agli incentivi previsti per l’energia rinnovabile diversi dal fotovoltaici.

L’accesso agli incentivi è condizionato all’autoconsumo in sito dell’energia termica prodotta, a servizio dei processi aziendali.

Proroga termini sisma centro Italia
(commi 991-993)

I commi 991-993 prorogano alcune agevolazioni di favore per i territori colpiti da eventi sismici. In particolare, è prevista:

  • La proroga al 1° giugno 2019 del termine per la ripresa dei versamenti dei tributi sospesi, nonché degli adempimenti e dei versamenti contributivi, nelle zone colpite dal sisma del Centro Italia del 2016, elevando a 120 il numero di rate in cui sono dilazionabili i versamenti.
  • L’esenzione da IRPEF e IRES, fino alla definitiva ricostruzione e agibilità dei fabbricati e, comunque, fino all’anno di imposta 2020 il reddito dei fabbricati ubicati nelle zone colpite dagli eventi sismici del Centro Italia nel 2016 e 2017 distrutti o oggetto di sgombero in quanto inagibili.
  • La è proroga al 1° gennaio 2020 della sospensione dei termini per la notifica delle cartelle di pagamento e per la riscossione delle somme risultanti dagli atti di accertamento esecutivo e delle somme accertate e a qualunque titolo dovute all’INPS nonché per le attività esecutive da parte degli agenti della riscossione.

Per completezza, si segnala che il comma 985 prevede per i Comuni dell’Emilia-Romagna colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio 2012 l’esenzione dall’applicazione dell’imposta municipale propria sugli immobili distrutti od oggetto di ordinanze sindacali di sgombero, adottate entro il 30 novembre 2012 fino alla definitiva ricostruzione e agibilità dei fabbricati interessati e comunque non oltre il 31 dicembre 2019.

Incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici e detrazioni fiscali sulle spese per le infrastrutture di ricarica
(commi 1031-1047)

Una delle novità contenute nella Legge di Bilancio 2019 e di cui si è parlato di più, sono gli incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici e ibridi. I commi coinvolti sono 1031-1047 per quanto riguarda gli autoveicoli nonché i commi 1057-1064 per i motoveicoli elettrici o ibridi. Di tale agevolazione si parlerà nel proseguo del testo.

In particolare, per quanto riguarda le auto, sono coinvolti i veicoli di categoria M1 caratterizzati cioè da base emissioni inquinanti, inferiori a 70 g/KM, quindi sostanzialmente veicoli totalmente elettrici o ibridi.

In particolare, in via sperimentale, a chi acquista, anche in locazione finanziaria, e immatricola in Italia, dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021, un veicolo di categoria M1 nuovo di fabbrica, con prezzo risultante dal listino prezzi ufficiale della casa automobilistica produttrice inferiore a 50.000 euro IVA esclusa, è riconosciuto:

1. a condizione che si consegni contestualmente per la rottamazione un veicolo della medesima categoria omologato alle classi Euro 1, 2, 3 e 4, un contributo parametrato al numero dei grammi di biossido di carbonio emessi per chilometro (CO² g/km), secondo gli importi di cui alla seguente tabella:

Speciale legge di bilancio 2019 – Tabella 11

2. in assenza della rottamazione di un veicolo della medesima categoria omologato alle classi Euro 1, 2, 3 e 4, un contributo di entità inferiore parametrato al numero dei grammi di biossido di carbonio emessi per chilometro secondo gli importi di cui alla seguente tabella:

Speciale legge di bilancio 2019 – Tabella 12

Il veicolo consegnato per la rottamazione deve essere intestato da almeno dodici mesi allo stesso soggetto intestatario del nuovo veicolo o ad uno dei familiari conviventi alla data di acquisto del medesimo veicolo, ovvero, in caso di locazione finanziaria del veicolo nuovo, deve essere intestato, da almeno dodici mesi, al soggetto utilizzatore del suddetto veicolo o a uno dei predetti familiari.

Nell’atto di acquisto deve essere espressamente dichiarato che il veicolo consegnato è destinato alla rottamazione e sono indicate le misure dello sconto praticato e del contributo statale.

Detrazione fiscale sulle spese per infrastrutture di ricarica elettrica
(Commi 1039-1041)

I commi 1039-1041 inseriscono l’articolo 16-ter rubricato Detrazioni fiscali per l’acquisto e la posa in opera di infrastrutture di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica al DL 2013, n. 63/2013. In base alla norma, ai contribuenti è riconosciuta una detrazione dall’imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, per le spese documentate sostenute dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021 relative all’acquisto e alla posa in opera di infrastrutture di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica, ivi inclusi i costi iniziali per la richiesta di potenza addizionale fino ad un massimo di 7 kW. La detrazione

  • deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo
  • spetta nella misura del 50% delle spese sostenute
  • è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 3.000 euro.

Inoltre, viene previsto che la detrazione si applichi anche alle spese documentate rimaste a carico del contribuente, per l’acquisto e la posa in opera di infrastrutture di ricarica sulle parti comuni degli edifici condominiali.

Imposta sui veicoli inquinanti
(commi 1042-1047)

I commi 1042 -1047 prevedono che dal 1° marzo 2019 e fino al 31 dicembre 2021, chiunque acquista, anche in locazione finanziaria, e immatricola in Italia un veicolo di categoria M1 nuovo di fabbrica è tenuto al pagamento di un’imposta parametrata al numero di grammi di biossido di carbonio emessi per chilometro eccedenti la soglia di 160 CO2 g/km, secondo gli importi di cui alla seguente tabella:

Speciale legge di bilancio 2019 – Tabella 13

L’imposta è altresì dovuta da chi immatricola in Italia un veicolo di categoria M1 già immatricolato in un altro Stato.

Per espressa previsione normativa, l’imposta non si applica ai veicoli per uso speciale come camper, veicoli blindati, ambulanze, auto funebri, veicoli con accesso per sedia a rotelle, caravan, gru mobili, carrelli “dolly”, rimorchi per trasporto eccezionale ed altri veicoli per uso speciale che non rientrano in nessuna delle precedenti definizioni.

Riduzione tassa automobilistica veicoli di interesse storico
(Comma 1048)

Il comma 1048 prevede la riduzione della tassa automobilistica nella misura del 50% per i veicoli di interesse storico e collezionistico con anzianità di immatricolazione compresa tra 20 e 29 anni e in possesso del certificato di rilevanza storica rilasciato dagli enti e qualora tale riconoscimento di storicità sia riportato sulla carta di circolazione.

Prelievo erariale unico sugli apparecchi da divertimento
(Comma 1051)

Il comma 1051 riguarda il prelievo erariale unico sugli apparecchi da divertimento (PREU).  Le misure del prelievo erariale unico sugli apparecchi dal 1° gennaio 2019 sono incrementate, rispettivamente

  • di 1,35 per gli apparecchi cd. new slot o amusement with prizes (AWP)
  • di 1,25 per gli apparecchi cd. video lottery

La percentuale delle somme giocate destinata alle vincite è fissata in misura non inferiore

  • al 68% per le new slot
  • all’84% per le video lottery.

Le operazioni tecniche per l’adeguamento della percentuale di restituzione in vincite devono essere concluse entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Imposta unica giochi a distanza e scommesse
(Comma 1052)

Il comma 1052, contenuto nel maxiemendamento di modifica, prevede che dal 1° gennaio 2019 l’imposta unica sui giochi si stabilita:

  • per i giochi di abilità a distanza con vincita in denaro e al gioco del bingo a distanza, nella misura del 25% delle somme che non risultano restituite al giocatore;
  • per le scommesse a quota fissa, escluse le scommesse ippiche, nelle misure applicata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite corrisposte
    • del 20%, se la raccolta avviene su rete fisica
    • del 24% se la raccolta avviene a distanza;
  • per le scommesse a quota fissa su eventi simulati nella misura del 22% della raccolta al netto delle somme che non sono restituite in vincite al giocatore.

Proroga della rideterminazione del valore di acquisto dei terreni e delle partecipazioni
(Commi 1053-1054)

La “rivalutazione di terreni e partecipazioni” consente di rideterminare il costo di acquisto di

  • terreni edificabili e terreni con destinazione agricola;
  • partecipazioni in società non quotate, posseduti ad una determinata data.

La rideterminazione del valore di acquisto consente di ridurre la plusvalenza in caso di cessione con un risparmio sostanzioso delle imposte. Accanto a una ripetuta riapertura della possibilità di rideterminazione del valore di acquisto di terreni e partecipazioni, assistiamo a un continuo aumento delle imposte sostitutive: originariamente fissata nel 2% e 4%, nell’ultima versione scaduta nel 2018 unificata all’8%, con la legge di bilancio 2019 le aliquote delle imposte sostitutive vengono differenziate e aumentate all’11% per le partecipazioni qualificate e al 10% per le partecipazioni non qualificate e per i terreni. La versione proposta con la Legge di Bilancio 2019 è quindi praticamente identica alle precedenti, con la sola variante dell’aumento delle aliquote.

Ma veniamo al dettaglio:

  • il 1° gennaio 2019 è la data a cui far riferimento per il possesso delle partecipazioni o terreni
  • il 30 giugno 2019 è la data fissata per il giuramento della perizia e per il pagamento della prima rata, il pagamento può essere infatti dilazionato in tre rate annuali, con scadenza quindi 30 giugno 2019, 30 giugno 2020 e 30 giugno 2021. Sugli importi dilazionati si applica l’interesse del 3%.
  • Le aliquote dell’imposta possono desumersi dal seguente prospetto

Speciale legge di bilancio 2019 – Tabella 14

Le aliquote devono essere applicate all’intero valore del terreno o della partecipazione come risultante dalla perizia di stima e l’imposta sostitutiva deve essere versata:

  • in un’unica soluzione, entro il 30 giugno 2019 oppure
  • in 3 rate annuali di uguale importo alle seguenti scadenze:
    • 1a rata entro il 30.06.2019
    • 2a rata entro il 06.2020 + interessi 3% annui calcolati dalla data di versamento della prima rata;
    • 3a rata entro il 06.2021 + interessi 3% annui calcolati dalla data di versamento della prima rata.
    Ricordiamo che un soggetto che ha già rivalutato in passato un terreno o una partecipazione e che ne è ancora in suo possesso, potrebbe avere interesse ad effettuare una nuova rivalutazione, in questo caso, è possibile scomputare dall’importo dovuto quanto versato con la precedente rivalutazione, o chiedere a rimborso l’imposta sostitutiva già pagata se non eccedente quanto dovuto a titolo di imposta sostitutiva per la nuova rivalutazione

Abrogazione IRI
(comma 1055)

Il comma 1055 abroga completamente l’IRI, l’imposta sul reddito d’impresa a partire dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018.

Incentivi acquisto motoveicoli elettrici o ibridi
(commi 1057-1064)

 La Legge di Bilancio 2019 introduce alcuni incentivi per l’acquisto di moto veicoli elettrici o ibridi, riepilogati nella tabella che segue:

Speciale legge di bilancio 2019 – Tabella 15

Disposizioni in materia di tassazioni dei tabacchi lavorati
(commi 1074-1078)

I commi 1074-1078 contenuti nel maxi emendamento di modifica della Legge di Bilancio 2019, prevedono aumenti in materia di tassazione di tabacchi lavorati. Si premette che in generale, l’attuale struttura della tassazione dei tabacchi lavorati in Italia prevede l’applicazione di un’accisa correlata al prezzo di vendita. Con riferimento alla struttura delle accise sulle sigarette, la tassazione è di tipo misto, ovvero presenta:

  • una componente specifica, in cui la tassazione è calcolata come un ammontare fisso uguale per tutti i prodotti indipendentemente dal prezzo;
  • una componente ad valorem, calcolata in percentuale rispetto ad un determinato parametro, generalmente il prezzo di vendita del prodotto.

Per le sigarette è altresì previsto un onere fiscale minimo, che tiene conto sia dell’accisa che dell’IVA.

In particolare, con la Legge di Bilancio 2019,

  • la componente fissa per unità di prodotto viene aumentata dal 10,5% all’11 %.
  • l’accisa minima sui sigari passa da 25 a 30 euro per chilogrammo convenzionale;
  • l’accisa minima sui sigaretti passa da 30 a 32 euro per chilogrammo convenzionale;
  • l’accisa minima sul tabacco trinciato a taglio fino da usarsi per arrotolare le sigarette passa da 120 a 125 euro per chilogrammo convenzionale;
  • l’onere fiscale minimo delle sigarette passa da 175,54 a 180,14 euro per chilogrammo convenzionale.
  • l’aliquota di base per il calcolo dell’accisa, aumentando dal 59,1% al 59,5 % per le sigarette e dal 235 al 23,5 % per i sigaretti.
  • Prevista inoltre la possibilità di aumentare ulteriormente accise su proposta del direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

Deducibilità quote di ammortamento del valore dell’avviamento e di altri beni immateriali
(comma 1079)

Il comma 1079 prevede che le quote di ammortamento relative al valore dell’avviamento e delle altre attività immateriali che hanno dato luogo all’iscrizione di attività per imposte anticipate (DTA) non ancora dedotte fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2017, siano deducibili secondo la seguente tabella (fatte salve quote di ammontare minore già determinate):

Speciale legge di bilancio 2019 – Tabella 16

Attenzione va prestata al fatto che per il 2018 non viene concessa alcuna deducibilità.

Abrogazione ACE
(comma 1080)

Il comma 1080 dell’articolo unico della Legge di bilancio 2019 prevede l’abrogazione della disciplina ACE (Aiuto alla Crescita Economica) a partire dal periodo d’imposta 2019

 Imposta di registro
(comma 1084)

 Il comma 1084 ha chiarito che la modifica introdotta nella legge di bilancio 2018 sull’imposta di registro cioè che l’attività riqualificatoria dell’amministrazione finanziaria in materia di atti sottoposti a registrazione possa essere svolta unicamente sulla base degli elementi desumibili dall’atto sottoposto a registrazione, prescindendo da quelli extratestuali e dagli atti ad esso collegati; ha portata retroattiva e si applica anche per le registrazioni precedenti al 1° gennaio 2018.

Abrogazione deduzioni e credito d’imposta IRAP
(comma 1085- 1087)

In sede di discussione al Senato sono state eliminate deduzioni e crediti d’imposta ai fini IRAP. In particolare, viene abrogata

  • la deduzione dall’IRAP per assunzioni a tempo indeterminato di donne e under 35 nelle regioni del Sud Italia prevista al numero 3) della lettera a) del comma 1 dell’articolo 11 del D. Lgs 446/97. Tale norma preveda la possibilità di dedurre dalla base imponibile IRAP un importo fino a 15.000 euro, su base annua, per ogni lavoratore dipendente a tempo indeterminato impiegato nel periodo d’imposta nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, aumentato a 21.000 euro per le donne, nonché per quelli di età inferiore ai 35 anni
  • il credito d’imposta pari al 10% dell’imposta lorda IRAP per coloro che non si avvalgono di lavoratori dipendenti previsto al comma 21 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio 2015 (L. 190/2014).

    Speciale legge di bilancio 2019 – Tabella 17

Riduzione base imponibile IMU
(comma 1092)

Il comma 1092 prevede l’estensione della riduzione della base imponibile IMU in caso di morte del comodatario, al coniuge di quest’ultimo in presenza di figli minori. Si ricorda infatti che la base imponibile dell’IMU è ridotta al 50% per le unità immobiliari concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale, a condizione che

  • il contratto sia registrato
  • il comodante possieda un solo immobile in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato;
  • l’immobile non rientri nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

Con la nuova norma, in caso di decesso del comodatario, il coniuge in presenza di figli minori potrà beneficiare della riduzione della base imponibile IMU al 50%.

Imposta di bollo virtuale per banche e intermediari finanziari
(comma 1128)

Il comma 1128, introdotto nel maxiemendamento approvato al Senato, prevede che la percentuale della somma da versare a titolo di acconto sull’imposta di bollo assolta in modo virtuale da banche, assicurazioni e intermediari finanziari passi dal 95 al 100% a partire dagli anni successivi al 2020. Pertanto:

  • per gli anni che vanno dal 2010 al 2020 la percentuale dell’imposta è pari al 95%
  • per gli anni successivi al 2020 la percentuale è innalzata al 100%.

 

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