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Con il Decreto Fiscale approvato in via definitiva il 13 dicembre 2018, collegato alla Legge di Bilancio 2019, si dispone l’inversione contabile per l’emissione della fattura elettronica con il versamento del 100% dell’Iva incassata, anche per le ASD/SSD in regime di L. 398/91, con conseguente uscita obbligata da tale regime agevolativo.

Questo meccanismo era stato inserito in un emendamento del D.L. 119/2018, recante disposizioni in materia fiscale e finanziaria, al fine di estendere l’esonero dalla fatturazione elettronica anche per i soggetti che applicano il regime forfettario ex L. 398/91 che nel periodo d’imposta abbiano conseguito ricavi commerciali non superiori a 65mila euro.

Lo stesso emendamento disponeva che i soggetti che applicano detto regime, ma che abbiano conseguito nel periodo d’imposta precedente ricavi commerciali d’importo superiore a 65mila euro, si assicurino che la fattura sia emessa per loro conto dal cessionario o committente soggetto passivo d’imposta.

 

Quindi, le ASD/SSD in regime di L. 398/91 che non superano un livello di proventi commerciali di 65mila euro potranno continuare ad emettere, alla stessa stregua dei contribuenti minimi e di quelli forfettari ex L. 190/2014, le fatture cartacee.

Detti soggetti, se invece superano i 65mila euro, e fino ai 400mila euro, dovranno emettere fattura elettronica, ma applicando il regime di inversione contabile. In tale caso, l’ente in regime forfettario si deve assicurare che il committente e/o il cessionario proceda con l’emissione della fattura per loro conto (di fatto, un’autofattura).

 

Il risultato di questa norma è talmente invasivo che, con l’autofattura, il cliente (committente e/o cessionario) non pagherà l’Iva al cedente e/o prestatore del servizio (quindi, nel caso più tipico, l’Iva sulla sponsorizzazione effettuata con la ASD/SSD), poiché dovrebbe autoliquidare il tributo registrando la detta autofattura sia sul registro degli acquisti, sia sul registro delle vendite, eseguendo una vera e propria compensazione del tributo.

 

Il regime previsto dalla L. 398/91, se applicato correttamente, prevede il versamento del 50% dell’Iva da parte delle ASD/SSD, mentre quando la liquidazione avverrà nella modalità appena indicata, la ASD/SSD si vedrà non pagato il tributo, con una compensazione totale (100%) dello stesso a cura del cessionario e/o committente continuando, peraltro, a non detrarre l’Iva sostenuta sugli acquisti.

Da una volontà di semplificare gli adempimenti, si è così generato un vero e proprio danno a carico di tali soggetti, oltretutto considerando anche l’aspetto che le società commerciali non si vorranno assumere l’onere e la responsabilità di procedere non solo con la fatturazione in nome e per conto della ASD/SSD, ma anche con la registrazione dei contratti di sponsorizzazione e di pubblicità, anche se predisposti dalla ASD/SSD stessa.

 

Verrà presto presentato un emendamento a tale incongruenza contemplata nel collegato fiscale alla Legge di Bilancio 2019 e già nei primissimi mesi del 2019 la questione verrà esaminata e risolta.

Per il momento, tuttavia, consigliamo a tutte le ASD/SSD di NON attuare attività di sponsorizzazione in attesa di nuove comunicazioni.

 

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