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Disciplina della crisi d’impresa: nuovi parametri per la nomina dell’organo di controllo

Secondo le stime di Banca d’Italia saranno circa 200mila le aziende interessate ai nuovi parametri per la nomina dell’Organo di controllo.

L’Organo amministrativo ha fino a 30 giorni per attivarsi

La riforma della disciplina della crisi di impresa demanda all’Organo di controllo la tempestiva rilevazione della crisi.

Detta riforma impone alle Società di adottare un assetto organizzativo adeguato in base al nuovo articolo 2086 del Codice Civile, ai fini della tempestiva rilevazione dello stato di crisi e dell’assunzione di idonee iniziative.

All’Organo di controllo (Collegio Sindacale o Sindaco Unico) compete, in presenza di fondati indirizzi dell’esistenza della crisi, la segnalazione immediata all’Organo amministrativo.

 

La riforma estende l’obbligo di adozione del Sindaco o del Revisore a tutte le Srl che per due esercizi consecutivi avranno superato i 2 milioni di attivo o di fatturato oppure avranno avuto, sempre per due esercizi consecutivi, più di 10 dipendenti.

 

La parte sull’obbligo di adozione dei controlli è tra quelle che entrerà in vigore subito, verosimilmente dall’inizio del 2019, non essendo soggetta all’ampio periodo di 18 mesi di vacatio legis.

L’abbassamento dei parametri per l’adozione dell’Organo di controllo nelle Srl ha una sua logica nella visione del legislatore. Perché il significativo aumento delle Società di capitali tenute al controllo interno, nella forma del Sindaco o del Revisore, deve essere letto nel contesto di una maggiore responsabilizzazione degli amministratori e, di riflesso, dei loro controllori nell’individuare per tempo i segnali di crisi aziendali nella prospettiva di scongiurare insolvenze conclamate con chiusura dell’impresa ed azzeramento dei posti di lavoro.

 

Sono, infatti, i Sindaci ed i Revisori a dover essere protagonisti delle segnalazioni di criticità, quando l’imprenditore non si sia attivato autonomamente. E nei loro confronti è anche prevista, a fare contrappeso, una forma di responsabilità specifica.

L’altro canale per dare concretezza alle misure di allerta è costituito dalle segnalazioni che arriveranno dai creditori pubblici, in particolare Inps e Amministrazione finanziaria, insieme agli Agenti della riscossione. Rispetto a questo canale, la stima fatta dal Ministero della Giustizia, è che arriveranno circa 15.000 segnalazioni all’anno.

A doverle gestire saranno gli Organismi di Composizione della Crisi d’impresa (OCRI) che saranno costituiti o sono già stati costituiti presso ogni Camera di Commercio, per ora solo nell’ambito della crisi da sovraindebitamento del consumatore o del piccolo imprenditore sotto le soglie di fallibilità.

 

A venire istituito è un circuito alternativo alla giurisdizione classica e antecedente rispetto all’apertura di una procedura concorsuale che comunque ne potrà rappresentare uno sbocco. E, tuttavia, nel caso di ripetuta inerzia dell’imprenditore, a chiudere il cerchio ci sarà la segnalazione al Pubblico Ministero, che in quel caso sarà chiamato ad intervenire nell’ambito della sua funzione civilistica aprendo, se lo riterrà, la procedura di liquidazione.

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